Qual è il social migliore per promuovere l’improvvisazione teatrale?

Chiedo per un’amica. 😀

Quando qualcuno viene a conoscenza del mio lavoro mi domanda subito quale sia il social migliore per promuovere corsi di teatro e di improvvisazione teatrale.
Li vedo mettermi in braccio speranze, convinti che io abbia la risposta in tasca e invece… boh.

Eh già, non so quale sia il social migliore per promuovere improvvisazione e teatro. Ma come non lo so io, non lo sa nemmeno chi dice di saperlo.
E’ chiaro che posso sapere solo dove si trova il pubblico della scuola per cui lavoro stabilmente, poiché ho studiato i flussi per cinque anni, ma delle altre… zero carbonella!

E’ una mancanza mia? Ovviamente no: anche se il prodotto è simile, il target è diverso e potrebbe utilizzare mezzi diversi. 😉

I like sono gratuiti

Molti sono convinti che la scelta sia tra questo o quel social e stop, perché? 

Le risposte sono due:

  1. la maggior parte delle scuole NON ha una strategia e, peggio del peggio, non vuole averla, per cui è più facile ridurre tutto ad una guerra tra social;
  2. l’illusione di visibilità che danno i social fa cadere molti nell’errore di pensare che like ricevuti per un proprio post decreti maggiori possibilità di riempire le aule.

L’illusione passa attraverso i profili privati dei presidenti delle scuole o si basa sulle proprie sensazioni, l’errore più comune è pensare ai like in post riguardanti, boh,  la politica o la Roma come dimostrazione di interesse alla persona che scrive o a quello che fa.
“Se ho tanti mi piace, a settembre la scuola mi esplode di nuove iscrizioni”. Non è mai così, non lo è nemmeno se per qualche motivo diventi virale. La viralità, altra illusione, non aumenta necessariamente le iscrizioni e per di più dura poco. Il motivo è semplice:  mettere like, commentare e, grasso che cola, condividere sono azioni gratuite!  E non solo. Se a me piace quello che scrivi, semplicemente mi piace quello che scrivi, potrei non avere alcun interesse a diventare studente di improv o di teatro.

Queste verità sono semplici, ma spesso ignorate, ecco perché molti si presentano con pacchetti di like che dovrebbero decretare il loro successo. Persone iperconcentrate sui social che considerano i media tradizionali obsoleti e inutili senza aver mai effettuato uno studio mirato.

Ok, ma cosa ci stai dicendo, che dobbiamo attaccare i cartelloni sull’autostrada?
Ovviamente no.

Chiedi

Se non hai analisti e strumenti per analizzare dove sei più efficace, ti rimane una sola cosa da fare: chiedere. 

Ogni volta che fai una lezione di prova devi chiedere a chi si presenta da dove è cicciato fuori, non in questa formula. Se hai un sito con il quale raccogli prenotazioni metti sempre nel modulo il campo “Come ci hai conosciuto”. SEMPRE.

Se pensi che sia urticante o stupido, sappi che anche le grandi aziende chiedono ai propri utenti come le hanno conosciute, è l’unico strumento realmente valido che hai per capire da dove arrivano i tuoi futuri allievi. E’ uno studio che dura qualche anno (io lo chiamo ciclo), non puoi farlo una volta e mai più: ad ogni lezione di prova devi indagare sulla provenienza dei partecipanti.

Spesso gli studenti rispondono con “passaparola” e tu sei portato a pensare che tutto questo sia avvenuto dal vivo, cioè che due amici si sono incontrati e uno ha somministrato all’altro il consiglio o la voglia di partecipare ad una lezione di prova. E invece no. Nel passaparola è compreso anche il consiglio non diretto, ovvero quando uno studente condivide sui suoi social la comunicazione ufficiale riguardante le lezioni e un suo contatto accoglie il consiglio prenotando.

Per cui quando qualcuno ti dice “me lo ha consigliato un amico” cerca di indagare su come è passata l’informazione, se dal vivo o sui social (quale nello specifico), così da capire come avviene realmente il passaparola. Una volta stabilito questo adotterai strategie e sistemi per poter migliorare, intensificare e rendere più agevole il passaggio dell’informazione.

Conclusione

La rete si muove, le masse in rete si muovono, non esiste il social migliore, esistono le relazioni tra persone e queste relazioni avvengono con molti mezzi, tra cui i social.

Social, passaparola, sito, volantini, pr… sono mezzi che comunicano tra di loro, si compensano, informano, rassicurano, permettono di svolgere azioni diverse (es. il passaparola non permette di prenotare, ma il sito sì). Devi studiare, capire, vedere e soprattutto chiedere a chi già è entrato dalla porta della tua scuola: come ti ha conosciuto, dove ti ha trovato, perché è lì, cosa si aspetta, ecc.

Tu non c’entri nulla, i tuoi amici non c’entrano nulla, i like che mettono ai tuoi post non c’entrano nulla e soprattutto non esistono solo i social.

 

By | 2019-10-31T12:30:51+00:00 ottobre 31st, 2019|Teatri|0 Comments

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