Perché Omino non ha squalificato l’improvvisazione teatrale

E nemmeno se stesso

Questo è un post fortemente focalizzato sull’improvvisazione teatrale, se segui MT per accrescere le competenze su comunicazione e marketing per la tua proposta teatrale e ignori (o schifi :D) l’improv, NON saprai sicuramente di cosa sto parlando, ma il mio discorso potrebbe interessare anche te. 😉

Il fatto

Davide “Omino” Priore è un attore, cantante, improvvisatore teatrale (ABIT, Brescia) e tante altre cose. L’ho conosciuto in occasione del primo Campionato di Theatresports a Roma, quando mi fece da insegnante per un allenamento libero.
Omino è un personaggio particolare, si fa sentire sui social, lavora in tv, ha ballato per Alda Merini da Chiambretti (cosa che non gli perdonerò mai) e recentemente ha fatto la sua comparsa in tv come L’Omino dei Social, l’urlatore che entra nella casa del Grande Fratello VIP ad urlare cosa pensa la rete dei concorrenti.

Ed è proprio per questo ultimo lavoro che Omino è saltato di bocca in bocca, di chat in chat come quello che “squalifica l’improvvisazione teatrale“. Tra chi lo incoraggia e chi, anche non pubblicamente, lo smerda ritenendosi superiore intellettualmente, Omino sta ricevendo parecchie attenzioni per questa sua presenza televisiva.

Ma Davide sta realmente squalificando l’improvvisazione teatrale in Italia?

E poi, entrare nella casa del Grande Fratello, programma considerato ultra-trash, è un vantaggio per lui?

Le domande sono più o meno queste e a tutte ho voluto dare una risposta in chiave comunicazione e marketing.
Premetto, conosco Davide Omino, lo commento, lo likezzo, ma non ho bisogno di leccargli le chiappe perché è entrato al GF, poiché l’anno scorso un mio caro amico ha partecipato come concorrente e nessuno lo ha mai saputo da me. Di ciamo che tra tutti quelli che conosco, sono l’unica che ama lavorare dietro le telecamere…

Fatta tal premessa, passo alle risposte.

Davide squalifica l’improvvisazione italiana?

No.
Davide non sta squalificando proprio niente, primo perché è un attore, è stato chiamato a fare un lavoro, lo sta svolgendo. Fine dei giochi. Non è entrato in qualità di portavoce dell’improvvisazione teateale, non sta portando nessuna bandiera, potrebbe andare al supermercato e tirare avocadi in testa alle vecchiette e l’improvvisazione italiana non verebbe squalificata in nessun modo, anche perché questi sono discorsi che nascono, vivono e muoiono solo all’interno del movimento di improvvisazione, NON fuori. Non viaggiano sulla bocca di chi NON conosce improv.
Noi italici tendiamo volere i portabandiera per tutto. Al pari dell’uomo solo al comando che salva l’Italia dai cattivi (nel business, vedi Steve Jobs, nella politica, vedi Renzi, nello sport, vedi Ronaldo), il portabandierismo impone ad un professionista di rifiutare un lavoro perché altrimenti la sua categoria di appartenza (una tra le tante cui appartiene) viene squalificata.

La finiamo di mischiare la persona, un’unica identità, ad una delle decine di categorie cui appartiene?

Omino è un improvvisatore tanto quanto è un uomo tanto quanto è un attore tanto quanto è un cliente del supermercato, ecc.

L’improvvisazione italiana non soffre per colpa degli Omini al GF o di Ale e Franz, per trovare una colpa, se proprio vogliamo trovarla, dobbiamo scavare nella mancanza di strategia della maggior parte delle associazioni italiane.

Se le associazioni sono gestite da dopolavoristi che appena parli di marketing ti ridono in faccia, è davvero colpa di Omino se l’improvvisazione viene squalificata o di chi ancora promuove i corsi mettendo i culi?

Far parte di un programma trash è un vantaggio per lui?

Dipende da quali sono i suoi obiettivi. Tutto parte sempre da lì: dagli obiettivi.
Se il suo obiettivo è diventare un personaggio comico-divertente-irriverente della tv sì, è un vantaggio per lui entrare al GF e urlare le cose in faccia ai concorrenti.

Ma vediamola da un’altra prospettiva.

Dopo la sua comparsa al GF ha rilasciato qualche intervista a giornali locali di Brescia, dove vive l’Accademia Bresciana di Improvvisazione Teatrale di cui lui è uno dei front-man.
Il ragionamento è semplice: Omino ha creato clamore nazionale per la sua comparsa al GF, i giornali bresciani hanno considerato il fatto rilevante (ricordiamoci che il GF va in onda su reti nazionali, Mediaset), sono partiti con le interviste e Davide ha potuto parlare delle attività della sua scuola a Brescia ad un target di livello (chi legge i giornali di solito non è un analfabeta funzionale, ma persone con un certo grado di cultura).
Chi è il target dei quotidiani che lo hanno intervistato? I bresciani che abitano a Brescia e che potenzialmente possono essere interessati ad un corso di improvvisazione teatrale o incuriositi dal personaggio-Omino e di conseguenza seguirlo nelle varie attività in città. Tutto questo senza aver mai visto il GF. 🙂

Il GF passa in ultimo piano, il protagonista delle interviste è Davide Omino, lui ha il pieno controllo delle risposte e con quelle racconta le sue attività, la sua scuola, le sue esperienze nel modo congruo al suo personaggio, ben conscio che ha un mezzo di comunicazione che può sfruttare per attirare persone di qualità vero la sua scuola.

Quindi è stato un vantaggio per lui?
Sì, assolutamente.

Male o bene purché se ne parli?
Non confondiamo: il “male o bene purché se ne parli” è un altro discorso. Omino sta rispettando il suo personaggio, sta facendo lavori in linea con l’identità professionale che si è creato nel corso degli anni. Non sta tirando avocadi alle vecchiette per far parlare di sé e di rimando della sua scuola. 😉

Conclusione

Davide Omino non si è macchiato di nessun atto contro la cultura dell’improvvisazione teatrale, non solo per le motivazioni già date, ma soprattutto perché chi non conosce l’improvvisazione teatrale non riconosce nell’Omino dei social un esponente del movimento improvvisativo italico. Vede solo un attore che lavora al GF. Fine. Che ne sa di tutto il resto?

Ma soprattutto: il target del GF è il vostro target?
Se sì, allora Omino al GF rende servizio alle scuole di tutta Italia che potrebbero aumentare i propri iscritti, se non lo è, il problema NON si pone.

Davanti a chi il movimento di improvvisazione italiano ha paura di perdere la faccia? Davanti a quelli esteri? Davanti ai potenziali studenti che non sanno niente di improv? Di chi si stanno preoccupando? Di certo non dei potenziali studenti o potenziale pubblico, ma solo di un’identità che di fatto in Italia NON esiste.

Chi ogni giorno attenta alla cultura dell’improvvisazione teatrale sono quelli che quando parli di comunicazione e marketing, di strategie, di obiettivi, target, ecc. ti perculano (a me è successo) e poi spammano come se non ci fosse un domani intoppandoti la casella di posta, ignorandoti quando chiedi di non farlo perché stanno arrecando fastidio a me potenziale pubblico. Omino a chi reca realmente danno?

Al pubblico inconsapevole, agli studenti inconsapevoli o agli improvvisatori? 😉

 

 

 

 

By | 2018-11-27T14:46:19+00:00 novembre 27th, 2018|Teatri|0 Comments

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