Cosa fare se l’insegnante più amato va via svuotandoti le classi?

Uno dei problemi più pelosi che spesso colpiscono le associazioni teatrali è vedersi svuotare i corsi da insegnanti che vanno via dalla scuola.

Succede soprattutto nelle grandi realtà ed è qualcosa che non si può impedire, ma che purtroppo crea molti problemi umani ed economici.

Il dispiacere di vedere l’insegnante andar via è ammorbidito dalla felicità di vederlo camminare da solo e crearsi il suo seguito, il dispiacere di vedersi svuotare le classi che hai faticosamente allevato nel tempo, be’, quello rimane e brucia sia a livello umano sia a livello economico. Inutile negarlo.

Poi c’è un altro aspetto da considerare: il parassitaggio.

Succede, pure troppo spesso, di beccare l’insegnante che fa spot in classe riguardo ai suoi corsi fuori e tu lo vieni a sapere dagli alunni, o peggio, per caso. Tutto avviene nella tua associazione durante le sue ore di lezione pagate da te. Hai capito bene: lo paghi per promuovere i suoi corsi.
Corsi che magari non rispettano gli standard della tua scuola rischiano di far credere agli allievi che quella sia la tua offerta perché non scindono l’insegnante dalla scuola. Perché se credi che i tuoi studenti stiano lì a perdere tempo a capire se il corso che viene loro offerto fa parte o non parte della scuola, ecco, non è così.  La maggior parte di loro non vede concorrenze, solo divertimento in quello che fa, per cui non si pone il problema.

Parassitare non è etico a nessun livello, non è giustificabile nemmeno con la scusa “sono piccolo, devo crescere”, mette sulla graticola non solo i tuoi incassi, ma anche la formazione degli allievi, quindi qui non parliamo unicamente di soldi, ma di etica del lavoro e di responsabilità verso chi paga un corso per ottenere formazione adeguata.

In ogni caso non esiste tentare di fregare gli allievi agli altri perché lui non è capace di comunicare la sua offerta.

Però succede.

E tu non puoi evitarlo.
O sì?

Dopo il fattaccio NO,  quando ormai i giochi sono fatti puoi solo abbozzare e riflettere sul perché quegli alunni non c’hanno pensato minimamente ad andare via… be’, questo dovresti farlo sempre, anche quando sono tutti saldati ai tuoi corsi. Migliorarti non ti fa male a prescindere.

Prima che la cosa accada hai ampio margine per evitare l’emorragia di studenti appena l’insegnante si dà.
Come? Vediamolo.

Il contratto con gli insegnanti

Ok, hai un’associazione e non un’azienda, ma percepite soldi dagli studenti, per cui un foglio con su scritto i diritti e i doveri degli insegnanti ti evita molte rotture di scatole, tra cui lima il rischio di vederti scolare le classi in corsi fuori dalla tua scuola.
Nel contratto puoi inserire una voce che invita (per non dire “vieta”) agli insegnanti di fare campagna acquisti all’interno della tua scuola, con i tuoi alunni, nell’ora in cui tu lo paghi per formare i tuoi ragazzi.

Ci sono scuole che addirittura impediscono ai loro insegnanti di prendere come studenti gli allievi della scuola, pena il licenziamento. Ma nelle realtà piccole, operare in questo modo ti fa solo andare sulle palle alle persone, oltre a non fare il bene dei tuoi studenti che non hanno la libertà di scegliere da chi farsi formare.
Il contratto è una buona pratica a prescindere perché serve a ricordare che ok, siamo un’associazione, ma non dopolavoristi.

Offri valore

Più dei contratti cartacei funziona offrire agli studenti qualcosa di valore che solo la tua scuola dà loro e che li lega all’associazione e non ai singoli insegnanti.

Cosa?
Devi capirlo tu o con l’aiuto di un esperto, ma di certo non puoi impedire agli studenti di seguire il loro insegnante preferito, magari atteggiandoti a vittima di un tradimento. Loro hanno il diritto di scegliere da chi farsi formare e se non è la tua scuola la loro prima scelta, allora c’è qualcosa che devi rivedere assolutamente.
Devi arrivare al punto in cui i tuoi studenti non ci pensano due volte a dire “no, grazie, sto bene così” a qualsiasi offerta che rotola loro davanti. Fermo restando che gli studenti di teatro e improvvisazione non sono scagnozzi che se vanno da un altro boss tradiscono la famiglia, stanno solo cercando di formarsi al meglio e di fare la cosa giusta per se stessi. Lecito.

Coccola il tuo insegnante

I lavoratori si dividono in due gruppi: i lavoratori dipendenti e i liberi professionisti. Ognuno di noi ha più o meno spirito di indipendenza e si regola di conseguenza nello scegliere se fare il capo di se stesso o se preferisce essere “sotto padrone”.

Io ad esempio sono una libera professionista, ma mi piace, a volte, essere semplicemente una dipendente perché così mi evito le decisioni ferali, il calcolo dei rischi, ecc. Molti insegnanti, dopo anni di “dipendenza” decidono di mettersi in proprio, aprono una loro associazione e cominciano a farsi i loro giri. Mentre altri preferiscono rimanere sotto il cappello di un’associazione. Ci sta e ci sta.

Ma per far in modo che l’insegnante trovi difficile andare via è sentirsi parte importante dell’associazione, sentirsi coccolato e gratificato con giusti compensi e dandogli l’importanza che merita, perché, ricordiamocelo: lui è l’anello tra la scuola e lo studente, è la parte fondamentale della catena, per cui ha un’importanza mostruosa. Non può subire regole e regolamenti che sa essere controproducenti per gli studenti, soprattutto se vengono da chi non sta mai a contatto con loro.

Quindi coccolalo e dagli lo spazio che merita perché spesso la voglia di andar via è pompata dall’essere sempre trattato come l’ultima ruota di un carro che alla fine è una cariola.

Crea un rapporto tu con i tuoi studenti

Questo è l’ultimo suggerimento, ma è il più importante.
Sia chiaro: io sono ferma e assoluta sostenitrice di non diventare amico dei tuoi studenti. Ci scriverò un articolo, ma qui accenno alcuni punti.
Se diventi amico dei tuoi studenti e i tuoi studenti sono tanti, sappi che creerai discrepanze, a volte molo gravi, che porteranno inevitabilmente alla rottura del gruppo.
Questo non vuol dire che devi trattarli come se non li conoscessi, magari negando loro il saluto per strada, no, vuol dire che puoi creare con loro un rapporto stretto, molto stretto anche senza beverdì.
Se sei il presidente dell’assocazione, fatti vedere durante le lezioni, conoscili, chiedi loro qualcosa, fai capire loro che ognuno è importante, nessuno lo è di più o meno degli altri. Devi sapere chi sono.

Conoscili il giusto che ti serve per far sapere loro che ci sei, ma senza raccontarvi il primo bacio o scambiarvi il rossetto o i boxer, ecco.
Niente di più di un rapporto umano e sano riesce a tenere gli studenti ancorati ad una scuola che offre valore, ha rispetto dei suoi insegnanti,  prende le cose sul serio e soprattutto non vive la scelta dei suoi studenti come un tradimento. Lasciando loro la libertà li tieni a te a vita.

Conclusione

Questi sono consigli semplici ma efficaci per limitare l’effetto emorragia quando l’insegnante va via. Purtroppo contro la scorrettezza non puoi fare nulla, per questo devi concentrarti su di te, sull’offrire tu qualcosa di assolutamente irresistibile per i tuoi studenti perché, ricordalo, loro stanno investendo su di te. 🙂

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