3 metodi per non subire il Coronavirus

Come trasformare un problema in opportunità

Il Coronavirus è arrivato in Italia e tra chi ironizza, chi si spaventa, chi è diventato immunologo frequentando un corso di mezzora su Wikipedia, c’è un proliferare di opinioni che aumentano la sensazione del pericolo imminente: i supermercati vengono presi d’assalto, l’Amuchina costa come un rene e il Governo, oltre a fronteggiare il problema, deve tentare di sgonfiare il panico generale.

Uno dei problemi più sottovalutati del CV è l'”indotto della paura“, ovvero quello che avviene quando, pur senza emergenza imminente, la gente adotta comportamenti estremi che modificano pesantemente la propria vita e l’Economia, tipo svuotare i supermercati o evitare mezzi pubblici, isolarsi dentro casa a Lampedusa quando il focolaio è a Lodi, per dire.

Se il Coronavirus non ci ucciderà tutti, lo farà il panico agendo sul nostro lavoro, anche dopo che il virus si sarà dimesso dai nostri corpi.
Le associazioni teatrali non sono esenti dal doversi schermare contro i pericoli reali e quelli irreali, ovvero l’allarmismo e il panico scatenati soprattutto da portatori sani di ignoranza che lanciano bollettini e fake news per sentirsi parte di qualcosa di grande, per quel senso di realizzazione che dà essere al centro della notizia.
Con questo articolo mi rivolgo a quelle scuole chiuse a scopo preventivo o che stanno subendo emorragie ingiustificate di studenti: l’obiettivo è limitare i danni e creare opportunità anche se intorno sembra esserci l’apocalisse (anche intellettuale).

Cosa possono fare le associazioni teatrali per evitare il buco nero e mantenere caldi i propri studenti costretti a casa?

Prima di tutto, se un tuo alunno dovesse aver contratto il Coronavirus o qualche altra malattia infettiva, non mettere i manifesti sui Social. È corretto informare gli alunni per permettere loro di fare le visite del caso, ma vantarsi pubblicamente di averne uno tra i propri allievi non fa fico, fa “appestato” e rischi di chiudere per sempre. Meglio agire privatamente.
La paura c’è anche se tu non la percepisci e crea danni a lungo termine per te, non giocarci.

Ecco i tre consigli per tamponare qualsiasi chiusura forzata da reale emergenza o dal panico indotto.

1. Scrivi articoli

Il virus ha confinato a casa i tuoi allievi? Non lasciar dimenticare loro quello che fanno a scuola, scrivi articoli di approfondimento e/o approfitta per coinvolgerli nella scrittura di storie, format, suggerimenti da pubblicare poi sul sito o sulla pagina. Una sorta di Decameron digitale che potrà essere anche ampliato in classe. Tra un racconto e un articolo di approfondimento, vengono fuori spunti inattesi e interessanti per quando riprenderanno le normali attività.

2. Esercizi da fare a casa

Gli studenti devono tenersi in allenamento, dai loro degli esercizi che possano fare a casa con i famigliari, con gli amici o con i bambini. Meglio se esercizi dove è necessario muoversi. La casa è il luogo ideale per affinare la mimica e i movimenti quotidiani, così da renderli più reali possibili quando gli allievi li attueranno in scena.
Gli esercizi a casa aiutano gli studenti a mantenersi “chini sul vizio” e a normalizzare il presente. La scuola si mostrerà attiva e verrà associata naturalmente a qualcosa di estremamente positivo anche in un momento particolarmente infame.

3. Video

Puoi approfittarne per fare video e/o live su Facebook (o You Tube) dove, insieme agli allievi, approfondisci temi affrontati in classe, dare loro la possibilità di farti domande e ottenere risposte. Se ogni altra attività pubblica è sospesa (teatri, cinema, bar, pub, ristoranti ecc.), l’intrattenimento video schizza nelle preferenze delle persone, approfittane. Puoi anche sfruttare il mezzo video per fare uno spettacolo interattivo dove chi guarda dirige la storia, dà spunti, muove il personaggio. Inventa un format che sia coinvolgente, accattivante e soprattutto adatto al mezzo che stai utilizzando, altrimenti vira verso dirette in cui parli con i tuoi allievi, scherzi con loro e mantieni alto il contatto anche se sono lontani dalla scuola.

 

Questi sono tre suggerimenti che puoi ampliare, manipolare e perfezionare per continuare a lavorare anche se la scuola è stata chiusa a scopi preventivi. L’importante è non considerare la chiusura una vacanza, non lo è, nella percezione delle persone è altro ed è negativo, sta a te abbattere questa aura di imminente fine e far diventare il problema un’opportunità di crescita. 😉

By | 2020-02-25T11:20:10+01:00 25 Febbraio, 2020|Comunicazione|0 Comments

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